PROGETTO EDUCATIVO
Identità della Scuola Fism
progetto educativo
Progetto Educativo dell’Istituto
La scuola è luogo di incontro e di crescita di persone. Persone sono gli insegnanti e persone sono i bambini. Educare istruendo significa essenzialmente tre cose:
- Consegnare il patrimonio culturale che ci viene dal passato perché non vada disperso e possa essere messo a frutto;
- Preparare al futuro introducendo i bambini alla vita adulta, fornendo loro quelle competenze indispensabili per essere protagonisti all’interno del contesto sociale in cui vivono;
- Accompagnare il percorso di formazione personale che ogni bambino compie, sostenendo la sua ricerca di senso e il faticoso processo di costruzione della propria personalità.
PARITARIA
La normativa dettata dalla Legge 10 marzo 2000 n. 62, definisce “Scuole Paritarie” le istituzioni scolastiche non statali e degli enti locali che, a partire dalla scuola dell’infanzia, corrispondono agli ordinamenti generali dell’istruzione, sono coerenti con la domanda formativa della famiglia e sono caratterizzate da requisiti di qualità ed efficacia fissati dalla legge medesima.
Nel sistema nazionale dell’istruzione, quindi, le istituzioni scolastiche sia statali che paritarie concorrono, nella loro specificità e autonomia, a realizzare l’offerta formativa sul territorio.
Il gestore, è garante dell’identità culturale e del Progetto Educativo della scuola, ed è responsabile della conduzione dell’istituzione scolastica nei confronti dell’Amministrazione e degli utenti.
DI ISPIRAZIONE CRISTIANA
L’identità della scuola cattolica è legata al Progetto Educativo al quale essa si ispira e che fa esplicito riferimento ai valori cristiani. In essa ogni aspetto dell’attività educativa riceve una specifica ed originale caratterizzazione.
Due sono gli aspetti connessi:
- l’educazione cristiana che fa riferimento a una dimensione generale della proposta educativa, che si riferisce al modo con cui viene presentato ogni contenuto educativo;
- l’insegnamento della religione rappresenta un aspetto ed un mezzo specifico che si colloca all’interno di una proposta educativa più ampia, che deve avere una sua originalità e un suo taglio particolare proprio in vista della finalità generale assegnata alla scuola cattolica.“L’insegnamento della religione cattolica è un servizio educativo a favore delle nuove generazioni, volto a formare personalità giovanili ricche di interiorità, dotate di forza morale e aperte ai valori della giustizia e della pace, capaci di usare bene la propria libertà”. (Giovanni Paolo II°)
PARROCCHIALE
L’obiettivo da perseguire costantemente è quello di “dar vita ad un ambiente comunitario scolastico permeato dello spirito evangelico di libertà e carità”, che costituisce “l’elemento caratteristico” della scuola cattolica. In questa luce la corresponsabilità tra genitori e insegnanti può favorire la trasformazione della scuola in comunità preposta all’istruzione e all’educazione delle nuove generazioni. (*Concilio Vaticano II°, Gravissimum educationis, n.8)
IL RUOLO DELLA FAMIGLIA E LA CORRESPONSABILITA’ EDUCATIVA
LA COMUNITÀ EDUCANTE
Nella scuola paritaria di ispirazione cattolica soggetto educante è una comunità composta da:
- ALUNNI
- DOCENTI
- GENITORI
- COMUNITA’ RELIGIOSA
- PERSONALE NON DOCENTE
Tutte queste componenti sono impegnate responsabilmente, secondo il proprio ruolo e competenze nella realizzazione del progetto educativo.
I genitori sono i primi responsabili dell’educazione dei figli e devono lavorare in stretto rapporto con la scuola dando la propria competenza specifica e rifiutando deleghe educative.
Si configura così una CORRESPONSABILITA’ educativa tra scuola e famiglia che comporta per i genitori alcuni diritti e doveri riassumibili in:
CONOSCERE\CONDIVIDERE
- Linee educative della scuola (principi educativi)
- L’offerta formativa (POF)
- I regolamenti
- Le circolari…
PARTECIPARE\COLLABORARE
- Realizzazione del progetto formativo (iniziative della scuola come le attività ricreative, approfondimento culturale- incontri con i genitori- attività pedagogiche e religiose)
- Elezione rappresentanti
- Partecipazione comitati gestione
ESPRIMERE
- Pareri e proposte
- Entrare in dialogo con educatori nel rispetto dei metodo didattici per evitare fratture fra interventi scolastici e familiari (assemblee generali, colloqui individuali, riunioni di sezione)
Implicazioni : Il rapporto di continuità educativa che si stabilisce in tal modo, consente di creare un clima relazionale idoneo per la crescita serena e integrale del bambino e per il suo star bene a scuola, ma diviene anche fattore qualificante della scuola cattolica.
L’idea di Bambino
Alla base dei progetti educativi che caratterizzano tutte le scuole cattoliche è l’idea di bambino; è necessario riconoscere la centralità della persona: del bambino, dei genitori, della comunità in cui la scuola è inserita.
Fondare l’intervento educativo sui principi di una pedagogia attiva che si caratterizza per:
- Saper ascoltare
- Prestare attenzione
- Accompagnare a nuove forme di conoscenza
La Scuola dell’Infanzia allora diviene il luogo nel quale ogni bambino apprende a conoscere se stesso e gli altri attraverso l’ascolto di sé e degli altri, impara a conoscere le proprie emozioni e i propri sentimenti imparando ad esprimerli e ad ascoltarli riesce a fare esperienze cariche di significato e di messaggi educativi, divenendo attore e riuscendo a modulare in modo armonico la sua crescita. Diventa costruttore del suo sapere condividendo strategie con i suoi amici e gradualmente gli è permesso di “imparare e imparare”. In tal modo la Scuola dell’Infanzia diventa la scuola dove lo star bene del bambino si accompagna allo star bene dell’insegnante che può coniugare professionalità, competenza e fantasia.
L’insegnante diventa regista delle meravigliosa storia dell’apprendere e dell’insegnare nella quale ciascuno è attore principale e dove le caratteristiche di ognuno sono amplificate per permettere a tutti di esprimere, in un percorso sempre più differenziato, la propria originalità, concertandola con quella dell’altro.
Una scuola dove non esiste il bambino più bravo, ma esistono bambini che insieme si avviano a percorrere quell’itinerario che giorno dopo giorno li porterà a diventare “grandi”. Una scuola nella quale tutte le componenti dell’azione educativa concorrono ad un obiettivo comune, ricavando ciascuno il proprio ambito, senza invadere spazi altrui.
Una scuola dove il “giudicare” lascia il posto al “comprendere”.
RUOLO DELL’INSEGNANTE NELLA SCUOLA CATTOLICA
Un professionista dell’istruzione e dell’educazione;
Tratto qualificante è una reale e documentata competenza professionale, accompagnata da specifiche attitudini, conquistata e maturata anche nel corso del continuo iter formativo.
Questo comporta:
• un’adeguata conoscenza di contenuti e metodi d’insegnamento;
• l’apertura all’innovazione e all’aggiornamento;
• il riferimento ad una teoria della conoscenza aperta al trascendente e ad una visione antropologica ispirata ad un umanesimo integrale;
• la consapevolezza della natura e del valore del rapporto educativo, nonché la disponibilità e la sensibilità nel praticarlo con ciascun alunno in una prospettiva personalizzata;
• la capacità di lavoro collegiale;
• la coscienza ed il rispetto di una corretta deontologia professionale insieme ad una effettiva onestà intellettuale;
• il rispetto della persona del bambino, del suo cammino di ricerca e della sua libertà, pur nel
• contesto di un confronto aperto e sereno;
• la sensibilità alle dinamiche dell’attuale contesto socio-culturale, in particolare nei confronti delle famiglie;
• il rafforzamento della natura comunitaria della scuola cattolica e delle relazioni che vi si instaurano;
• la valorizzazione della dimensione etica e religiosa della cultura.
Un educatore cristiano;
Un secondo tratto che qualifica l’identità del docente di scuola cattolica è dato dal fatto che questo professionista è chiamato ad insegnare in una scuola che, per sua natura, si richiama ad una tradizione educativa e pedagogica plurisecolare che si identifica con una visione cristiana della persona, della vita, della realtà, dell’educazione. Di questo patrimonio storico, la cui ricchezza non è sottovalutabile, il docente ne deve fare proficuamente tesoro.
Ecco alcuni punti di riferimento:
- un preciso e valido fondamento antropologico, che concepisce l’essere umano come persona che trascende ogni realtà;
- la concezione dell’educazione come esercizio di libertà, che mette in guardia dal ridurre l’opera educativa ad un “addestramento”, ma fa perno sull’iniziativa spirituale della persona, per promuoverla e per salvaguardarla;
- il perseguimento di un umanesimo integrale come fine proprio e specifico dell’educazione;
- una ferma speranza che la persona umana, qualsiasi sia la sua condizione, è sempre educabile;
- una ferma speranza nella capacità umana di bene e la conseguente fiducia nelle effettive potenzialità dell’opera educativa.
La scuola cattolica si qualifica per un particolare Progetto Educativo, particolarmente attento al valore della persona, all’educazione religiosa, alla formazione della coscienza morale, all’apertura e all’educazione alla vita. L’educatore di scuola cattolica è chiamato a proporre i contenuti culturali e le attività educative che un determinato tipo di scuola deve offrire; dall’altra egli propone questi contenuti rifacendosi costantemente ad una filosofia cristiana della persona, della vita, della realtà in genere.
Il mediatore di uno specifico Progetto Educativo;
Una persona impegnata in un cammino di crescita e maturazione
Per tale motivo l’educatore di una scuola cattolica si caratterizza:
- nella conoscenza, unita all’adesione dei contenuti fondamentali della fede cristiana, così come conservati e presentati nella tradizione della Chiesa cattolica;
- in uno stile di vita coerente con il messaggio evangelico e con gli insegnamenti della chiesa;
- con la disponibilità e la capacità di elaborare una proposta educativa originale e coerente con il progetto educativo dell’istituto in cui si è chiamati ad operare.
Nel momento in cui prende servizio nella scuola cattolica, il docente si trova inserito in un ambiente al centro del quale, si delinea, esemplare e ideale, la figura di Gesù. Si può parlare di spiritualità dell’insegnante di scuola cattolica, per il fatto che vi sono atteggiamenti e virtù che possono ispirare e orientare il suo impegno e la sua testimonianza educativa, conferendole particolare trasparenza, vigore e persuasività. E’ lecito proporre a tutto il personale di una scuola cattolica di vivere il servizio come autentico esercizio di amore, rispetto verso gli altri, vero atteggiamento di collaborazione. Alcuni atteggiamenti di fondo devono essere coltivati:
- la disposizione a misurarsi continuamente con l’amore di Cristo, pietra di paragone di ogni amore autentico;
- la consapevolezza di avere anzitutto in Dio, la guida costante per il proprio operare;
- il ricorso alla preghiera e alla partecipazione liturgica come mezzo per alimentarsi alle sorgenti profonde per trarre forza e sostegno soprattutto nei momenti più difficili;
- cogliere come modelli e guide Maria e tutti Santi, nella consapevolezza che la pedagogia cristiana, prima ancora che essere codificata in principi ed indicazioni concrete, è stata vissuta e testimoniata da loro.
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